Devo confessare, mio malgrado, che la lettura del mio libro preferito è stato un flop clamoroso.
Forse ho anticipato troppo i tempi, forse ero così sicura che dovesse piacere a loro quant’era piaciuto a me, forse mi sono rilassata quando abbiamo superato il punto oltre il quale la faccenda, a mio parere, comincia a farsi interessante, a primavera. Ma la primavera e poi l’estate non sono per noi stagioni così propizie alla lettura ad alta voce.
In primavera andiamo talvolta nel nostro “nido”, una tana foderata di aghi di pino tra le radici di un grande albero. Facciamo una passeggiata fin lì, ci portiamo la merende, leggiamo un po’. Ma poi le giornate belle portano sempre più camminatori che si fermano curiosi e “che bei bambini” e “che bravi” e “che cazzo, non si può nemmeno leggere in pace”. Poi le giornate diventano davvero troppo belle e comincia la processione al parco giochi. Vuoi privare i tuoi figli del momento di socializzazione? Giammai.
Poi arriva l’estate e d’estate si sta fuori fino a sera inoltrata, si fa(ceva) cohousing coi Vicini, si va al mare, si va in vacanza e di leggere non se ne parla.
Così le letture si sono diradate, La Collina dei Conigli è venuta a prender aria al di là e al di qua della Manica, e quando il momento sì è nuovamente fatto propizio la Minica ha detto che no, che preferiva rileggere il Mago di Oz o Pippi.
Mago di Oz fu, con ancor più entusiasmo della volta precedente, visto che il Minichino era in fase letargica e stramazzava prima ancora di cena e non ci bombardava con le sue domande assurde.
E poi mentre eravamo quasi alla fine, veniamo folgorati da (occhio alla spoilerata, se fossi in voi ed avessi intenzione di vederlo, me la risparmierei) Dragon Trainer (How to Train your Dragon in Inglese), di cui avevo tempo prima parlato con Lanterna che ne aveva oltretutto scritto qui (e scopro, prodigi delle chiavi di ricerca che esiste un altro blog che si chiama Lucciole e lanterne e che ha recensito lo stesso film…). Sì, pure io ne sono stata folgorata. Beh, sono piuttosto incline alle folgorazioni…
Poteva sfuggirmi il fatto che nei titoli di coda fosse scritto “tratto dal romanzo di Cressida Cowell“? Naturalmente no, visto che guardo sempre tutti i titoli di coda, OGNI volta che vedo (e rivedo) un film e che se voi non lo fate non sapete cosa vi siete persi in tutti questi anni.
Corro a procurarmi il primo, omonimo libro, in Italiano e scopro che si tratta di una storia completamente diversa. Praticamente sono mantenuti solo i nomi di alcuni personaggi, quelli non tradotti da libro a film. Ma è proprio tutta un’altra storia. Grande delusione?
Assolutamente no. I libri sono avvincenti e spassosi (stiamo leggendo il secondo dopo essere saltati al quarto, purtroppo l’ultimo, su otto, tradotto in Italiano), e già mi preoccupo di cosa proporre in seguito. L’unica riserva è che sono molto scorretti (sono pirati vichinghi, mica fanciulle orfane…) e contengono parolacce (blande) e insulti, soprattutto “stupido” (che c’è anche nel film, dove il personaggio la dice a sè stesso; evidentemente la si considera ormai cosa blanda), perciò se questo aspetto vi turba, lasciate perdere. Con la Minica, il fatto che un cattivo parli male-educatamente mi ha dato l’occasione di distinguere tra parolacce (che ogni tanto scappano pure a noi) ed insulti, nella cui categoria comprendo anche “pasticcione”, “pigro”, “maialino” ecc… Io sono intransigente con gli insulti, ma il Minichino è in fase coprolalica da un anno, quindi vi lascio immaginare.
Già, i cattivi. I cattivi umani, nel film, non lo sono poi così tanto. Non c’è un vero antagonista, ma uno strisciante bullismo di cui il protagonista è vittima perché più piccolo e debole. Nei libri il fenomeno si fa più marcato, diventa fisico e verbale. Gli antagonisti sono forti, ma rozzi anche per dei pirati vichinchi e, confessiamocelo, da due che si chiamano Moccicoso Facciadimoccio e Babbeo Alitodicane, non ci si aspetta propriamente intelligenza ed acume. Il protagonista, anche in questo caso piccolo e debole, si riscatta con astuzia ed un pizzico di fortuna. Nulla a che vedere con certe cattiverie farcite di invidia che mi è capitato di vedere in certi film per un pubblico esclusivamente femminile e che vedo moltiplicate poi, per suggestione o naturale propensione tra le amichette di mia figlia. La protagonista di entrambi, anche se non viene ostentata da risatine isteriche e motti imbecilli, è senz’altro l’amicizia.
In quanto alla questione di genere, nel primo libro i protagonisti sono, piuttosto logicamente, tutti maschi e la connotazione “da femminuccia” è un demerito. Nel terzo, credo, compare una ladra spadaccina che abbiamo ritrovato nel quarto. Quindi, a meno che vostra figlia non abbia una propensione esclusiva per il rosa glitterato e le principesse sventurate in paziente attesa di un salvatore (la Minica ha una propensione non esclusiva), sono libri che si riescono a leggere ad un pubblico misto. Nel film hanno tentato di aggiustare il tiro con una co-protagonista femminile piuttosto improbabile e nel mio ristretto cerchio di bambine non troppo genderizzate ha funzionato.
Il mio consiglio è comunque di non mischiare le due cose. Se i vostri figli non sono dei registratori in continuo, può essere che vi vada liscia e che riusciate a spacciarli contemporaneamente entrambi come due prodotti diversi. Ma coi miei…
presenti all’appello, io e emiliano, bocciamo topicco!
giorni”.
io l’ho odiato da subito, per i motivi che hai individuato che, per me, sono inammissibili. poi non ci ho trovato niente ma niente di originale, che palle! a lui il primo e’ piaciucchiato, il secondo lo ha annoiato. con il film e’ andata meglio per emiliano-io mi sono rifiutata di torturarmi oltre-ma lo ha anche spaventato un po’.
della reazione al tuo libro preferito, che amo anche io, non mi stupisco,mi sembra ancora troppo lungo e complicato. abbiamo, invece, inizato “momo” di ende che sta piacendo,evviva! ed ho in progetto “il giro del mondo in
comunque anche qui “il mago di oz” rimane il preferito.
A noi dragon trainer è piaciuto molto. In realtà mi aveva incuriosito la recensione di lanterna del film. DG ha adorato anche i libri in parte li ha letti col papà in parte li ha divorati da solo. Mi sa che ne abbiamo fatto un mostro… Ora per natale dovrebbe arrivare Gli Sporcelli per contrastare l’orrido Geronimo Stilton
Anche la Minica si è un po’ spaventata durante il film, però è stato uno spavento “da paura” e non “da timore”. Mi spiego meglio: ha fatto qualche salto e si è nascosta dietro al divano (perché uno va a nascondersi in un posto buio quando ha paura, boh?) nelle scene d’azione, ma non ha rimuginato molto sui momenti angoscianti.
Ok, i Minici rimuginano parecchio. Ieri il Minichino ha pianto per tutta la durata di una storia (a teatro, non raccontata da me) teoricamente gioiosa perché all’inizio la mamma inevitabilmente muore. Ogni tanto si voltava con gli occhioni lucidi e la bocca all’ingiù in un’inequivocabile espressione di tristezza e farfugliava “A me però dispiace MOLTO per la sua mamma”. La Minica non ne parliamo. La Minica rimugina per settimane e a sopresa se ne esce con una domanda a bruciapelo come se in tutto quel tempo una parte del suo cervello avesse continuato a girare, a girare… In questo caso i momenti di commozione (i “non dialoghi” con il padre, la conclusione…) sono stati dei buoni agganci per proporre il mio punto di vista su alcuni argomenti che altrimenti sarebbe stato complicato tirare fuori.
Senza spoilerare oltre, a me è piaciuto tantissimo anche da un punto di vista grafico. Ogni volta che lo rivedo (e lo sto rivedendo spesso) mi accorgo di qualcosa di nuovo. Il gioco delle luci e dei riflessi, il passaggio del tempo cronologico ed il variare di quello meteorologico sono dettagli che senza essere invadenti sono quasi un personaggio.
Noi siamo in una fase troppo arretrata sul fronte cartoni animati / film di animazione! Per scelta, non è una lamentela… Siamo ai piccoli episodi tipo Caillou (amatissimo!!!), Barbapapà e Spotty, è piaciuto Il Flauto Magico disegnato da Luzzati. Il prossimo step saranno Pimpa e Manny (sì, andiamo in rigoroso ordine sparso)… Boh, di questo passo forse Dragon Trainer riuscirò a proporlo tra una anno? Vedremo, vedremo ;-]
Direi che siete un paio d’anni indietro rispetto a noi, che siamo calibrati più sul Minichino che sulla Minica. Di lungometraggi ne abbiamo visti pochi (in rapporto ai coetanei) e non sempre sono stati compresi. Recentemente c’è stato un episodio simil-nemo, meno grave, con Il Re Leone. Abbiamo tentato di vederlo, ma ci siamo arenati alle primissime difficoltà. Eppure film del genere vengono abitualmente proposti a bambini di età inferiore. Hakuna Matata.
Io credo ci siano delle fasce d’età entro le quali solo alcuni messaggi vengono percepiti, ma il film viene comunque archiviato come “già visto” e non provoca lo stesso impatto se lo si rivede in seguito. Io quella fascia d’età l’ho saltata con entrambi. Adesso non vedono solo pesciolini (o draghi), gli sfuggono ancora certe ironie, ma capiscono la trama principale. E si spaventano. O si turbano. Quindi bisogna stare ancora più attenti di prima.
È un bene? È un male? Sto creando due disadattati, come si chiede Anna? Non lo so, forse sì. Però di proporre Bambi come se fosse la Pimpa, io non me la sentivo e tuttora non me la sento. Noto anche, e questo forse l’avevo già detto, che la TV esercita sui miei figli un’attrazione che non ha su molti bambini che la considerano un rumore di sottofondo. Loro la “bevono”, pubblicità e contenuti inadeguati compresi. Lo fanno perché da noi non è un rumore di sottofondo? O l’avrebbero fatto comunque e quindi è un bene che continui a centellinarla?
Io il libro dei draghi l’ho adorato, Valerio l’ha ignorato al punto da non voler nemmeno sapere come andava a finire. E in pratica è stato l’ultimo libro che sono riuscita a leggergli (eccetto Capitan Mutanda, che però non è esattamente letteratura
). Forse ho scelto male i tempi, non lo so… diciamo che per adesso l’unica speranza è che imparando a leggere si appassioni un po’ di più… per ora non andiamo oltre le schede sugli animali…
I libri sono un’altra cosa. Originali, non saprei. Quand’ho cercato “Come diventare un pirata” nella Libreria delle Meraviglie, mi hanno proposto un altro paio di volumi dal titolo simile prelevati da uno scaffale dove alloggiava anche la famiglia Stilton (noi siamo ancora Stilton-free e come tutte le cose che diventano di moda a me danno sui nervi; non voglio però demonizzare senza conoscere e ribadisco la mia teoria che leggere male è meglio di non leggere niente… dopotutto si può sempre migliorare).
Quanti anni ha adesso DG? La Minica è abbastanza disinvolta con le frasi brevi sia in stampatello maiuscolo sia in quello minuscolo (che ha imparato per osmosi), ma un Topicco è ancora ampiamente al di fuori della sua portata.
I pro: non so quanto siano effettivamente originali, appunto, ma non amando (io) particolarmente l’universo fantasy nella sua accezione più classica (non male per una che ha al suo passivo un abbozzo di romanzo fantasy scritto in gioventù), il fatto che questi non si prendano troppo sul serio lo considero un pro;
sono libri che si leggono molto bene ad alta voce. Si sa che è sempre meglio leggere un libro che si è già letto in precedenza, ma qualcuno mi spieghi come leggere la saga di Narnia senza farsi beccare e magari scoprire che all’ultima pagina ti tirano un bidone di questa portata (io sono stata contenta che me l’abbiano rivelato…). Dei libri letti da bambina mi ricordo vagamente la trama, ma per leggere (bene) ad alta voce bisognerebbe dare una ripassata recente. Un (altro) trucco che ho imparato ad un (altro) corso per lettori volontari: se la raccomandazione (scontata) di leggere qualcosa su cui ci si è preparati in precedenza è impossibile, bisogna esercitarsi ad inquadrare un blocco di frasi nel suo insieme per capire chi dice cosa e come lo dice. Oltre a cogliere i segni di intepunzione e parole quali “sospiro”, “urlò”, “brontolando”, ecc… bisogna essere pronti ad adattare il testo in tempo reale; se avete sospirato e poi c’è scritto “Ribattè piccato Topicco”, beh… Topicco sospirò. Correggersi, invece, non funziona. Lo so, detto così sembra impossibile, ma tenendo conto del fatto che leggendo ad alta voce leggiamo più lentamente e possiamo inserire delle pause è solo questione di farci l’occhio. Questi si prestano bene perché ci sono delle illustrazioni ben inserite nel testo che, assieme ai titoli dei paragrafi, ad alcune frasi in stampatello maiuscolo e all’epilogo, permettono al lettore di farsi velocemente un’idea generale della trama. Questo, a dir la verità, può essere un pro-contro nel caso di bambini più grandicelli ai quali verrà rovinato il finale, ma per le tremebonda Minica vedere Topicco anche dopo l’incontro annunciato con lo Zannafatale è stato di gran conforto e, direi, indispensabile al sereno proseguimento della lettura. Il ritmo e la tensione sono ultriormente spezzati dalle schede sui draghi e dalle lezioni di dragonese che la Minica trova molto divertenti.
I dialoghi sono accompagnati da indicazioni sull’intonazione non fastidiosi ed è facile mantenere il controllo della situazione anche quando si deve voltare pagina.
I contro, anzi IL contro, che è quello a cui avevo già accennato, prossimamente…
uhhh,le lezioni di dragonese,le illustrazioni e le finte pagine dei libri vichinghi mi veniva chiesto di saltarle, addirittura.non so, emiliano ha bisogno di una storia piu’ narrativa, in cui perdersi,in questo senso preferisce, e preferisco, una lettura neutra, senza troppa espressivita’. quando dobbiamo guardare una pagina scritta graficamente in un altro modo o delle illustrazioni con varie didascalie ci si rompe l’atmosfera.
(vabbe’, di geronimo stilton non parlo che se non mi e’ piaciuto topicco…)
anna
DG ha compiuto 7 anni ad ottobre. In lui si e’ instaurato il tipico circolo virtuoso: ha “afferrato” abbastanza velocemente il “codice dello scritto” (in realta’ e’ uscito dalla materna che non era analfabeta), a quel punto il fascino di poter leggere le cose da solo ha dato il suo contributo, chiaramente piu’ leggi piu’ diventi bravo e veloce. Ora siamo alla fase: adesso smetti di leggere dobbiamo fare altre cose…. A sentirlo leggere ad alta voce penso sia quello che legge meglio in classe e sicuramente meglio di bambini piu’ grandi di lui.
Stilton: anche per me meglio leggere male che niente, ma poi, chi lo decide il “male”?) io leggevo/leggo fantascienza, fantasy gialli e mammitudine, figurati… Solo che a me non piace molto (banalotto, non mi piacciono il “classici” stiltonizzati), dovendo investire soldi e spazi (soprattutto quelli sono carenti) per comprare qualcosa, meglio altro; quindi:
- non si comprano sicuramente quelli cartonati (d’altronde anche per me compro i pocket)
- ci si fa prima prestare quelli degli amici e si leggono quelli.
Ora abbiamo scavato nelle cose di mia nonna e trovato un po’ di classici quasi “antichi” (anni 50, di mia madre e i suoi fratelli), cosi’ forse presto potremmo provare un tom sawyer…
Ho aperto il Tim sawyer: improponibile… Un italiano arcaico, non so se lo capisca.. Poi mi stavo facendo altri problemi di “messaggio”
Non è un vero contro, a dir la verità.
Piuttosto qualcosa che potrebbe essere un contro in alcune situazioni.
Come ho già detto, uno degli argomenti sottesi alle storie di Topicco è un bullismo non proprio dei più teneri. Topicco, assieme al suo amico Gambedipesce, un altro “piccolo squinternato”,viene vessato dai coetanei perché più piccolo, più imbranato, meno “vichingo” degli altri. A differenza del film, dove Hiccup-Topicco viene prima frainteso ed accettato ed alla fine riconosciuto ed accettato come eroe sui generis, nei libri i suoi successi non cambiano la situazione e Topicco rimane un antieroe fedele a sé stesso, cui molte cose succedono per caso. Solo nel sottotitolo (si chiamerà sottotiltolo anche se sta sopra?) “anche il più imbranato della terra può diventare il più eroico vichingo di tutti i tempi” e negli epiloghi si intravede un Topicco ormai adulto e certamente eroico. Le storie di Topicco contengono però, almeno secondo me, una delle possibile soluzioni: quella di far lega con altri “piccoli squinternati” per sentirsi, se non meno sfigati, almeno meno soli.
Se fossi un’insegnante me la sentirei di leggere in una classe dove non ci sono problemi conclamati delle storie dove i bulli non ci fanno una bella figura, anche superando l’ostacolo del linguaggio, ma proporre ad un ragazzino che già si trova in una situazione difficile una storia che gliela ricordi, non mi pare una buona idea. Se poi la storia è a lieto fine e la vittima diventa un eroe, anche se non subito, ancora meno. A volte effettivamente succede, ma è una ben magra consolazione.
Sulle varie declinazioni del bullismo ho già tutta una mia serie di pensieri “squinternati” che sarebbe complesso riassumere in un commento; da un lato penso sia un fenomeno sempre esistito ed in un certo modo fisiologico, dall’altro mi pare un fenomeno da contrastare quando assume connotati patologici. Come contrastarlo minimizzandone gli effetti anziché esacerbandoli è tutto da vedere, così come la presunta utilità di parlare di un argomento spinoso ricorrendo ad una storia a lieto fine.
La vita non sempre ha un lieto fine.
Mi chiedevi se è proprio vero che i seguiti non mi sono piaciuti per niente. Come ti dicevo, per niente no, ma è questo aspetto che non mi piace nei seguiti: il fatto che (spoiler!) Topicco abbia salvato il villaggio da un drago degli abissi passa in secondo piano, non ne frega più niente a nessuno e lui ritorna il solito “sfigato”. Forse è più realistico, ma fanculo il realismo, siamo nel fantasy!
Giunti alla seconda rilettura del quarto volume, non posso, per correttezza d’informazione, non appuntare degli ulteriori contro che ho trovato. Il primo è una traduzione imprecisa e affrettata. Il nome originale della barca Hopeful Puffin è ad esempio stato tradotto in Pinguino speranzoso.
Peccato che cambiando volatile, si sia cambiato anche emisfero.
Un paio di volte compaiono nomi non tradotti e ci sono molti errori di stampa.
Ben più grave, è invece il fatto che nell’illustrazione che raffigura il duello in cui Topicco scopre d’essere mancino lo diventi simmetricamente anche il suo antagonista… monco di una mano!
eccoci qua, 5 mesi dopo o poco piu’, alla fine della collina dei conigli. in realta’ resta da leggere l’ultimo capitolo ma aspetto il momento giusto per “lasciar morire moscardo”. l’ultima lettura e’ stata serale e non volevo questa “notizia” come buona notte. e’ stata un’avventura, la nostra di lettori, avvincente quanto quella dei conigli, per me emozionante e carissima perche’, in un periodo di sbandamenti, mi ha aiutato a tenere saldo il legame e la comunicazione aperta con il mio bambino grande. il linguaggio era sicuramente molto difficile e anche certi punti troppo coplicati, per i 7 anni di emiliano, ma i valori e l’attenzione sui rapporti di potere/comando/amicizia, il rapporto con l’altro, i tei “sociali” sono cascati a pennello in questo momento di crescita. non si e’ mai sentita una protesta, una stanchezza, solo un’attenzione continua e la prima vera “ansia da lettore”, che deve sapere come andra’ a finire. e l’orgoglio (forse un po’ coglione ma utile in un bambino che non si sente troppo “bravo studente”) di dire 300, 400, 479 pagine lette!
insomma, sara’ dura trovare il prossimo (forse “il richiamo della foresta”)e sara’ dura consolarlo della fine.
e tutto grazie a te, ispiratrice.